
Scarpe antinfortunistiche S1, S2 e S3: significato, differenze e quale scegliere
Le scarpe antinfortunistiche S1, S2, S3 rappresentano le principali categorie di calzature di sicurezza regolamentate a livello europeo per proteggere i piedi dei lavoratori dai rischi fisici, meccanici e ambientali. La classificazione non è un semplice dettaglio commerciale, ma una precisa codifica tecnica legata alla valutazione dei rischi prescritta dal D.Lgs. 81/08 e dalle normative tecniche armonizzate. Scegliere la corretta calzatura significa garantire la necessaria incolumità senza appesantire inutilmente la camminata dell’operatore durante il turno lavorativo.
Se desideri un quadro completo sui criteri generali di ergonomia e tipologie di calzature protettive, puoi consultare la nostra guida alla scelta delle scarpe antinfortunistiche. In questo approfondimento esamineremo nel dettaglio i parametri costruttivi, le differenze sostanziali e i contesti operativi specifici per ciascuna classe di sicurezza S1, S2 e S3.
Cosa significano le sigle S1, S2 e S3 nelle calzature di sicurezza
Nel linguaggio dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), le sigle identificano il livello progressivo di protezione offerto dalla calzatura. La lettera “S” deriva dal termine inglese Safety (sicurezza) e indica la presenza obbligatoria di un puntale di protezione resistente a impatti fino a 200 Joule e a compressioni fino a 15 kN. I numeri che accompagnano la lettera definiscono una combinazione standardizzata di requisiti protettivi supplementari.
Il principio alla base di questa classificazione è incrementale: una calzatura di livello superiore eredita le caratteristiche strutturali della classe precedente, integrando ulteriori elementi di protezione specifici per determinati ambienti di lavoro.
Il quadro normativo di riferimento: la classificazione scarpe antinfortunistiche EN ISO 20345
La classificazione delle scarpe antinfortunistiche EN ISO 20345 è lo standard tecnico che fissa i requisiti fondamentali e opzionali per le calzature di sicurezza professionale. Lo standard è stato storicamente disciplinato dalla norma EN ISO 20345:2011 e progressivamente aggiornato con l’edizione EN ISO 20345:2022, che ha introdotto dettagli più precisi sulla resistenza alla perforazione (differenziando le lamine metalliche da quelle sintetiche con le sigle P, PL e PS) e sull’impermeabilità della tomaia (indicata con la marcatura WPA per la penetrazione e l’assorbimento dell’acqua).
Tutte le calzature certificate secondo questo standard condividono una base minima comune (marcatura SB – Safety Base), che include:
- Puntale rigido certificato per resistere a schiacciamenti da 200 J e compressioni da 15 kN;
- Resistenza e qualità minima dei materiali di tomaia, fodera e suola;
- Proprietà antiscivolo verificate su superfici di prova standardizzate.
Caratteristiche e livelli di protezione a confronto
Per comprendere l’effettiva differenza tra scarpe antinfortunistiche S1 e S3 o il ruolo intermedio della classe S2, è necessario esaminare le singole componenti costruttive: suola antistatica, assorbimento dell’energia nel tallone, idrorepellenza della tomaia e lamina antiperforazione.
Scarpe antinfortunistiche S1 (e variante S1P): requisiti per ambienti asciutti
Le calzature di classe S1 ampliano i requisiti di base (SB) integrando:
- Zona del tallone completamente chiusa;
- Proprietà antistatiche per disperdere le cariche elettrostatiche accumulate dal corpo;
- Assorbimento dell’energia meccanica nella zona del tallone (marcatura E, minimo 20 Joule);
- Resistenza della suola agli idrocarburi (requisito FO).
La classe S1 standard è priva di lamina antiperforazione e non è progettata per resistere all’acqua o a liquidi persistenti; per questo la tomaia è spesso realizzata in tessuto traspirante, pelle scamosciata o microfibra forata, garantendo massima leggerezza in ambienti chiusi e asciutti.
La variante S1P (o S1PL/S1PS nella revisione 2022) include tutte le caratteristiche della S1 a cui viene aggiunta una soletta o lamina antiperforazione (marcatura P), ideale per chi lavora al chiuso ma necessita di protezione dal rischio di calpestare chiodi, trucioli o corpi taglienti sul pavimento.
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Scarpe antinfortunistiche S2: protezione dall’acqua e dall’umidità
Le calzature di classe S2 integrano tutti i requisiti protettivi della classe S1, aggiungendo una tomaia idrorepellente trattata per impedire l’assorbimento e la penetrazione dell’acqua (requisito WRU nella norma 2011 o WPA nella norma 2022). Le calzature S2 garantiscono:
- Tomaia in pelle fiore o materiale sintetico impermeabilizzato che resiste al contatto con liquidi e spruzzi per almeno 60 minuti;
- Mantenimento delle proprietà antistatiche e dell’assorbimento dell’energia sul tallone;
- Elevata protezione per ambienti con presenza di sostanze liquide o umidità costante.
Scarpe antinfortunistiche S3: massima protezione con lamina antiperforazione
La classe S3 rappresenta la combinazione protettiva più completa tra le categorie principali. Include tutte le caratteristiche della classe S2 e aggiunge due elementi essenziali per i contesti gravosi:
- Inserto antiperforazione: lamina in acciaio inox o soletta tessile in materiale composito (Kevlar/fibra sintetica) che protegge la pianta del piede dalla penetrazione di oggetti acuminati con una forza di almeno 1100 N;
- Battistrada scolpito: suola dotata di tasselli marcati e canali di scarico per garantire aderenza ottimale su fango, terra, ghiaia e superfici dissestate.
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Tabella comparativa delle differenze tra S1, S2 e S3
Per cogliere con chiarezza la differenza tra scarpe antinfortunistiche S1, S2 e S3, la tabella seguente riassume i requisiti obbligatori previsti dalle norme:
| Caratteristica Tecnica | S1 | S1P | S2 | S3 |
|---|---|---|---|---|
| Puntale di sicurezza (200J) | Sì | Sì | Sì | Sì |
| Tallone chiuso e antistatico | Sì | Sì | Sì | Sì |
| Assorbimento urti al tallone (E) | Sì | Sì | Sì | Sì |
| Tomaia idrorepellente (WRU / WPA) | No | No | Sì | Sì |
| Lamina antiperforazione (P / PL / PS) | No | Sì | No | Sì |
| Suola con tassellatura marcata | Opzionale | Opzionale | Opzionale | Sì |
Quando usare scarpe S1, S2 o S3: guida alla scelta per ambiente operativo
La scelta della classe di protezione adeguata deriva dall’analisi del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) redatto dal datore di lavoro o dall’RSPP. Di seguito vengono descritti i settori tipici e le condizioni operative raccomandate per ciascuna categoria.
Magazzino, logistica e officine indoor (S1 e S1P)
In ambienti interni a temperatura controllata e con pavimentazione regolare e asciutta, le calzature di classe S1 offrono la massima traspirabilità e riducono l’affaticamento articolare. Sono indicate per:
- Operatori di cassa, commercio e servizi di assemblaggio leggero;
- Elettrauti e tecnici di laboratorio privi di rischi di penetrazione da terra.
Qualora l’attività si svolga in magazzini con transpallet, muletti, movimentazione bancali in legno o officine meccaniche con presenza di trucioli metallici al suolo, la scelta obbligata ricade sulla classe S1P, che assicura la protezione della pianta del piede mantenendo la calzatura leggera e ventilata.
Industria alimentare, chimica e ambienti umidi (S2)
I lavoratori che operano in ambienti caratterizzati da frequente contatto con acqua, emulsioni oleose o sostanze chimiche diluite, ma con pavimentazioni lisce e prive di corpi acuminati, trovano nella classe S2 la soluzione ottimale:
- Industria agroalimentare, lavorazione carni, caseifici e cucine professionali;
- Laboratori chimico-farmaceutici e impianti di imbottigliamento;
- Imprese di pulizia industriale e sanificazione.
In questi settori la tomaia idrorepellente impedisce l’infiltrazione dei liquidi all’interno della scarpa, mentre l’assenza della lamina antiperforazione preserva la flessibilità della suola durante movimenti ripetuti.
Cantieri edili, agricoltura e lavori all’aperto (S3)
Per tutte le mansioni svolte all’esterno o in contesti ad alto rischio di abrasione, penetrazione e umidità, la classe S3 è lo standard di riferimento:
- Cantieri edili, genio civile e lavori stradali;
- Settore agricolo, silvicoltura, giardinaggio professionale e vivaismo;
- Carpenteria pesante, carpenteria navale e impiantistica pesante;
- Cave, miniere e gestione rifiuti.
La combinazione di tomaia idrorepellente, battistrada con tasselli profondi e lamina antiperforazione protegge contemporaneamente da pioggia, fango, terreni scoscesi e chiodi sporgenti.
Domande frequenti sulla classificazione delle calzature antinfortunistiche s1 s2 s3
Che differenza c’è tra S1P e S3?
La differenza principale riguarda la protezione dall’acqua. Sia le S1P che le S3 dispongono di puntale protettivo e lamina antiperforazione. Tuttavia, le scarpe S1P hanno tomaie traspiranti non idrorepellenti (indicate per ambienti asciutti e al chiuso), mentre le scarpe S3 possiedono una tomaia impermeabile ai liquidi (WPA/WRU) e una suola con tassellatura profilata per terreni esterni.
Cosa cambia nella nuova norma EN ISO 20345:2022 per le classi S1, S2 e S3?
La revisione EN ISO 20345:2022 introduce una distinzione precisa per la lamina antiperforazione: se metallica rimane siglata “P”, se in tessuto sintetico/composito viene classificata “PL” (chiodo largo da 4,5 mm) o “PS” (chiodo stretto da 3,0 mm). Di conseguenza, sono nate le marcature S1PL, S1PS, S3L e S3S, che permettono una scelta più accurata del livello di schermatura in base al pericolo reale.
Una scarpa S3 è sempre migliore di una S1?
Non necessariamente: il concetto di “migliore” dipende dal contesto operativo. Una calzatura S3 offre maggiore protezione complessiva, ma risulta più pesante, meno flessibile e meno traspirante rispetto a una calzatura S1 o S1P. In un magazzino estivo al chiuso, una scarpa S3 provocherebbe un surriscaldamento eccessivo del piede senza offrire reali vantaggi operativi se non vi è rischio di umidità.
Conclusione Scarpe antinfortunistiche S1, S2 o S3
La scelta tra scarpe antinfortunistiche S1, S2 e S3 non dovrebbe basarsi sulla ricerca della categoria con il livello di protezione più elevato, ma sui rischi effettivamente presenti durante l’attività lavorativa. Ambiente di lavoro, presenza di acqua o umidità, rischio di perforazione della suola, caratteristiche della pavimentazione e modalità operative sono gli elementi che devono guidare la scelta.
Le calzature S1 sono generalmente adatte agli ambienti interni e asciutti; le S2 aggiungono specifiche caratteristiche di protezione rispetto alla penetrazione e all’assorbimento dell’acqua della tomaia; le S3 integrano ulteriori requisiti, tra cui la protezione contro la perforazione, risultando particolarmente indicate per numerose attività all’aperto e negli ambienti di lavoro più gravosi.
La classificazione, tuttavia, rappresenta solo uno degli aspetti da considerare. Comfort, ergonomia, caratteristiche della suola, materiali, durata, tipologia di lavoro e corretta individuazione del DPI sulla base della valutazione dei rischi contribuiscono alla scelta della calzatura più appropriata.
Per approfondire questi aspetti e confrontare caratteristiche, criteri di scelta e tipologie disponibili, consulta la nostra guida completa alle scarpe antinfortunistiche.
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