19/10/2018: Come valutare correttamente un rischio
Rischio Primario-Rischio secondario-Rischio residuo-Rischio zero

Il processo di valutazione del rischio consiste nell’individuazione di quei fattori (pericoli), connessi alle aspettative umane, che influiscono sulla probabilità che un evento possa potenzialmente causare un danno.

 

Il rischio primario riguarda la valutazione del rischio inteso come R=PxD e dal quale scaturiscono le cosiddette misure di prevenzione e protezione tese ad abbassare il rischio ad un livello accettabile. Il rischio secondario consiste invece in quella tipologia di rischi che per loro natura non sono diretto risultato della valutazione del rischio primario.

 

Esempio: Supponiamo di aver valutato correttamente il rischio  lavori in quota quando viene utilizzata una scala. Ma cosa succede se nell’ area ove viene utilizzata la scala passano ad esempio dei carrelli che la possono urtare? E necessario quindi adottare una nuova strategia e quindi una nuova valutazione del rischio.

 

Il rischio residuo risulta invece essere un rischio che permane anche quando si è adottata una corretta strategia per gestirlo e può comprendere anche rischi non identificati.

 

Esempio: Supponiamo di aver valutato correttamente il rischio  lavori in quota quando viene utilizzata una scala (rischio primario)e di aver anche valutato correttamente l’eventuale (rischio secondario). Ma cosa succede se l’operatore cade ugualmente? Occorrerà verificare il fattore di probabilità residua  (PR=P/(1+Ff+Fo)  quindi i fattori correttivi riferiti alla formazione informazione ed addestramento (Ff) e i fattori correttivi (Fo) riferiti all’organizzazione (Insieme di procedure, programmazioni,istruzioni ecc). Occorre inoltre verificare il fattore di gravità residua del danno (Dr)=D/(1+ FMP)  valutando il fattore di danno correttivo (FMP) che prende in considerazione le misure di protezione attiva e le misure di protezione passiva se adeguate - sufficienti - non sufficienti - o assenti).

 

Ne deriva che il Rischio residuo sarà calcolato con la formula Rr =Pr x Dr. In ogni caso la scrivente conferma che il rischio zero non esiste e che allo stato risulta essere una mera speculazione matematica.

 

La nostra società è a Vs disposizione per una corretta valutaione dei rischi

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