12/03/2018 - La percezione del rischio negli ambienti di lavoro come strumento di prevenzione.

Evitare gli infortuni negli ambienti associa la capacità che ognuno di noi ha nell’individuazione dei fattori di rischi e della loro percezione.
Risulta quindi importante capire quali sono le spinte psicologiche emotive che determinano l’individuazione di atteggiamenti sicuri. Parleremo quindi di percezione al rischio, propensione al rischio, formazione, come importanti fattori di prevenzione.

 

La propensione al rischio è l’atteggiamento individuale di fronte al pericolo:

 

  • decresce se gli eventi sono ritenuti incontrollabili dal soggetto e dipendenti da forze, avvenimenti esterni;
  • cresce se gli eventi sono ritenuti controllabili dal soggetto e anche se dipendenti da forze esterne.

 

La propensione al rischio può essere influenzata da alcuni fattori come:

 

  • vantaggi secondari (risparmio di tempo, energie, “fare meglio”);
  • bias dell’ottimismo ingiustificato;
  • locus of control (personale e culturale) più percezione di essere adeguati rispetto alle richieste;
  • fattori sociali (appartenenza al gruppo).

 

La percezione del rischio è direttamente influenzata dal tipo di lavoro svolto, e dall’esperienza professionale maturata nella mansione specifica.
In particolare è emerso che i lavoratori, le cui mansioni prevedono una bassa discrezionalità decisionale, sarebbero più inclini agli infortuni rispetto ai lavoratori con mansioni di livello superiore, con maggiori conoscenze e maggior esperienza lavorativa.

 

La formazione in materia di sicurezza gioca un ruolo importante nel determinare una “corretta” percezione dei rischi occupazionali, in quanto ne aumenta la percezione di controllo. Recentemente è stato dimostrato come i lavoratori che hanno ricevuto un’adeguata formazione percepiscano più correttamente la pericolosità dei rischi ai quali sono esposti, rispetto ai colleghi non sottoposti ad alcun training formativo. Un buon clima di sicurezza, predittivo di un basso numero di infortuni, e una leadership che guidi la costruzione ed il mantenimento della cultura della sicurezza, influenzano in senso positivo l’adesione dei lavoratori alle procedure di sicurezza aziendali e l’assunzione di comportamenti sicuri rispetto ai rischi occupazionali.

 

Di seguito alcune variabili da tenere in considerazione sulla percezione del rischio

 

  • Età (adolescenti 15-18 anni): tendono a sottostimare la gravità delle conseguenze dei comportamenti a rischio, a presentare una minore capacita a evitare tali comportamenti e sono più propensi ad adottare comportamenti devianti quali l’uso di tabacco, l’assunzione di alcool e droga e le cattive abitudini alimentari oppure comportamenti estremi (guida pericolosa, forte velocità, non accettazione delle regole);
  • Sesso: variazione della percezione del rischio tra uomini e donne. Percezione femminile bassa;
  • Livello di istruzione: differente definizione di rischio sulla base del livello di educazione;
  • Stato di salute: cattive condizioni di salute determinano una bassa percezione dei rischi;
  • Conoscenza del rischio: relazione inversa tra conoscenza di un rischio lavorativo e il livello di rischio percepito;
  • Possibilità di controllo del lavoro: relazione inversa tra possibilità di controllo del lavoro (tipo, modalità di esecuzione, pause, ritmo di lavoro) e percezione del rischio;
  • Esperienza/anzianità: una maggiore esperienza lavorativa comporta una maggiore conoscenza dei pericoli e quindi una maggiore sicurezza di fronte ai possibili rischi, con conseguente bassa percezione del rischio;
  • Atteggiamento: ipotesi associativa causale tra percezione del rischio e atteggiamento/comportamento in ambito lavorativo, con conseguente esposizione ai pericoli, sebbene non sia stata data nessuna dimostrazione della associazione diretta tra percezione del rischio ed esposizione;
  • Esperienze personali di infortuni: la percezione del rischio occupazionale risulta essere più bassa per coloro che hanno subito un infortunio;
  • Esposizione a fattori di rischi: si ritiene che i lavoratori esposti a molti rischi abbiano una percezione più elevata;
  • Reddito e Condizione di salute: correlazione positiva;
  • Impegno della direzione aziendale nell’ambito della sicurezza aziendale correlazione positiva;
  • Mansioni diverse: (mansioni amministrative) percezione del rischio minore;
  • Anzianità  lavorativa: la percezione del rischio è direttamente influenzata dall’esperienza professionale maturata nella mansione specifica;
  • Formazione sulle procedure di sicurezza: aumenta la capacita di controllare i rischi e diminuzione percezione del rischio;
  • Lavoratori stranieri: le difficoltà linguistiche e la cultura di origine dei lavoratori stranieri incidono prevalentemente nella fase di inserimento lavorativo o nelle condizioni di precariato, poi si attenuano e prevale un bisogno di formazione continua;
  • Lavoratori interinali: tendono generalmente a sottostimare il rischio rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato. A preoccuparli maggiormente è il mantenimento del posto di lavoro.

 

Tenere in considerazione questi fattori risulta essere uno sforzo intelligente al fine della prevenzione degli infortuni negli ambienti di lavoro.

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